Dalla modellazione al fotomontaggio



 

La filosofia di Interstudio è sempre stata quella di fornire al progettista delle soluzioni complete, dei pacchetti di programmi, ognuno dei quali è specializzato nel suo campo, che lavorano assieme e costituuiscono gli strumenti più importanti, avanzati tecnologicamente ed intuitivi per ogni fase del processo progettuale.

Abbiamo parlato spesso dell'uso di Domus.Cad a Nonio C in congiunzione ad altri come Zoom Light (per una modellazione accurata) e Art*lantis (per rendering ed animazione) e abbiamo mostrato come alcuni dei nostri clienti usano questi pacchetti, come ArchiPlanet, per rappresentare lo spazio architettonico che stanno creando nel modo più pratico, appropriato ed interessante.

Ma se è d'aiuto vedere e leggere le testimonianze dei nostri clienti, è anche importante condividere con gli altri alcune delle nostre esperienze e mostrare come noi stessi usiamo i programmi che abbiamo sviluppato.   

(Cliccare sulle immagini ridotte per ingrandirle)


Posizione e natura del progetto

Posizione: Quartiere Le Fornaci - Pistoia, Italia

Interstudio è stata recentemente coinvolta in un progetto realizzato da A.T.E.R. (Azienda per l'Edilizia Residenziale di Pistoia). Il progetto, sviluppato dall'Ufficio Tecnico dell'A.T.E.R. nel 1998, ha avuto lo scopo di restaurare tre diversi complessi edilizi in un quartiere della città.

Alcuni degli interventi previsti sono importanti e prevedono ristrutturazioni, aggiunte di ascensori, isolamento termico, applicazione di pareti ventilate, mentre altri consitono in tinteggiature esostituzione di infissi.

Il lavoro è consistito nel creare i modelli 3D degli edifici e produrre delle immagini finali per dimostrare come saranno alla fine degli interventi previsti.

 

Materiale di partenza

Il materiale dipartenza consisteva in una serie di disegni bidimensionali tradizionali e una nutrita serie di fotografie degli edifici e del loro contesto.

Sinistra: foto di uni degli edifici alti e degli edifici bassi circostanti.

Sotto: il modello creato da Domus.Cad e visto dallo stesso punto della foto.

Creazione del modello 3D

Dalle misure in pianta e in alzato, sono stati creati i modelli 3D dei fabbricati, usando il programma di progettazione interattiva Domus.Cad. Poiché lo scopo era di visualizzare gli edifici dall'esterno, non vi era la necessità di inserire gli interni. Murature esterne, finiture, infissi e altri elementi visibili dall'esterno erano sufficienti.

Poiche i materiali di base erano gli stessi in tutti gli edifici, è stata creata una palette comune di materiali. Un materiali di Domus.Cad (rappresentato da un colore) è stato usato per le solette in calcestruzzo, un'altro per gli intonaci, un'altro per l'alluminio delle finestre, un'altro per i vetri e così via. Questo è stato fatto per applicare più facilmente i materiali effettivi e le tessiture per la creazione delle immagini fotorealistiche con Art*lantis.

E' stato fatto lo stesso per gli elementi porte e finestre, creando un'insieme comune di elementi di libreria con la stessa palette di colori. Questo ha ridotto notevolmente il tempo complessivo del lavoro e ha garantito che tutti gli elementi, anche se modellati da opeatori diversi, avessere esattamente le stesse dimensioni e gli stessi materiali.

Sinistra: uno degli oggetti finestra creati in Domus.Cad e renderizzati in Art*lantis usando una foto come sfondo.

Molti dei fabbricati erano tipici edifici multipiano e quindi è stato facile duplicare i vari piani nei corrispondeti piani (o lucidi) di Domus.Cad, una volta disegnato il piano tipo. Nel caso in cui le situazioni attuali e di progetto siano state diverse (es. quando gli edifici sono stati rivestiti con pareti ventilate), lo stato corrente è stato disegnato su un set di piani (lucidi) e lo stato di progetto su un'altro set. Lucidi separti sono stati usati anche per diversi tipi di elementi.

Mantenendo la finestre QD3D (tridimensionale) aperta assieme alla finestra della pianta, si sono potuti vedere i modelli cambiare ed evolversi in tempo reale siain pianta che in 3D. La possibilità di progettare in pianta e in 3D contemporaneamente è una delle caratteristiche più importanti e vantaggiose di Domus.Cad. Ogni aggiunta o modifica in pianta si riflette immediatamente nella finestra 3D.

E' stato possibile muoversi attorno al modello usando il mouse o i tasti freccia (come in un video gioco), osservadolo sia dall'altezza normale dell'ochio, sia da varie altezze e distanze.

Sinistra: una schermata durante il lavoro sull'edificio "Il Triangoloa" con la finestra QuickDraw 3D aperta e l'opzione di aggiornamento interattivo attivata, così che sia possibile vedere i cambiamenti in tempo reale.

Eventualmente, le curve dei discendenti, ringhiere ed altri piccoli elementi, è meglio modellarli tramite Zoom Light e importarli successivamente in Domus.Cad come oggetti 3D.

Sinistra: "Il Triangolo" renderizzato in Art*lantis.

 

Il rendering dei modelli

Quando la fase di modellazione in Domus.Cad è stata completata, i modelli sono stati salvati in formato DXF 3D e importati in Art*lantis, dove sono state ottenute delle immagini fotorealistiche in accordo con le linee guida dei progettisti.

Dal catalogo degli shader di Art*lantis, sono stati scelti i materiali più appropriati e posizionati semplicemente sulle varie parti dei modelli tramite trascinamento (metodo Drag e Drop).

Sinistra: una delle torri di appartamenti come appare con le nuove pareti ventilate.

L'abilità di cambiare materiali e renderizzare le immagini così velocemente è stato un grande vantaggio poichè i progettisti hanno potuto verificare in rapida successione moltissime combinazioni di colori e materiali diversi.

 

Creare i fotomontaggi

Una parte del lavoro ha incluso la creazione di fotomontaggi, tramite la sovrapposizione delle immagini renderizzate su alcune foto per dare alle immagini il giusto contorno e il corretto sfondo. In Art*lantis è stao possibile ricreare gli stessi punti di vista delle foto. Dall'esame delle ombre nelle foto è stato possibile posizionare il sole in modo congruente in modo da ottenere le stesse condizioni di luce. In questo modo l'immagine, posizionata nel suo contesto, appare il più naturale possibile.

Quano tutti i dettagli erano corretti, le immagini renderizzate in Art*lanti sono state salvate e importate, così come le foto riprese con lo sanner, in Photoshop, dove sono state semplicemente sovrapposte per ottenere l'immagine finale.

Sinistra: un fotomontaggio completato nel programma Photoshop di Adobe.

Uno di questi fotomontagg ha usato una foto del quartiere visto dal centro della città. Anche con una distanza di qualche chilometro, si è potuto ricreare le corrispondenti viste in Art*lantis.

Sinistra: i tre fabbricati visti dalla sommità di un tetto nel centro della città.

Se siete interessati a vedere ancora altre immagini e fotomontaggi o a saperne di più su come creare queste immagini con le tecnologie delle quali abbiamo parlato, saremo felici di condividere queste informazioni con voi. Semplicemente fatecelo sapere.


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