|
|
||||||
Le possibilità offerte dai personal computer in ambito CAD hanno permesso in questi ultimi anni di poter effettuare sia studi su modelli tridimensionali particolarmente complessi, altrimenti non realizzabili manualmente, se non con un dispendio di energie e risorse altamente sproporzionato all'effettivo bisogno di quel particolare studio, sia di velocizzare tutte quelle operazioni in ambito quotidiano che possono costituire un'elevata dispersione di tempo (si pensi solamente a quelli che possono essere i tempi risparmiati, una volta che abbiamo il progetto su computer, in una gestione di una variante in corso d'opera). Adesso l'utilizzo di questi sistemi ha comportato un successivo balzo in avanti verso la soluzione di problematiche altrimenti non risolvibili visti i diversi linguaggi utilizzati dai software per descrivere un'immagine sul video (qualsiasi cosa che vediamo sullo schermo è frutto di una descrizione che per noi è ininfluente ma per il computer no..). Semplificando si hanno fondamentalmente due tipi di immagine: il formato "raster" ed il formato "vettoriale". Il formato "raster" è quello che si ottiene inserendo nel computer tramite "scanner", video camera" e "photo CD", una fotografia che risulterà a video pressoché uguale all'originale ma che sarà quasi del tutto inutilizzabile per ottenere delle informazioni geometriche di ciò che è contenuto all'interno di essa (es. dalla foto della facciata di un edificio non potremo ricavare quale è la distanza tra una finestra e l'altra). Il formato "vettoriale" è quello che si utilizza correntemente con il CAD dove quindi è possibile avere tutte le informazioni relative al progetto a video (in questo caso risulta semplicissimo sapere quanto dista una finestra dall'altra). I primi software di "vettorializzazione di immagini" (cioè di conversione di un'immagine raster in una di formato vettoriale) consentivano soltanto la "lucidatura" di questa per ottenere un disegno che poteva essere modificato a piacimento (si pensi alle carte topografiche, alle piante ed i prospetti di un progetto di cui non si disponeva del file a computer). Ultimamente è stata compiuta un'ulteriore sintesi tra questi due sistemi tramite la possibilità di deformare, attraverso parametri preimpostati precedentemente, la "lucidatura" della foto, e di renderla diritta come se fosse stata acquisita da un prospetto. Tale sistema è stato implementato nell'ultima versione del software Digicad della Interstudio (Pistoia) ed è stato utilizzato per la realizzazione della facciata della Chiesa di S. Giuseppe in Via S. Caterina in Firenze. Il lavoro è stato eseguito per conto dello Studio Ing. Roberto Ghelli di Firenze. In questo caso si trattava di restituire una facciata, e parte di quella contigua, della chiesa su CAD. Tale compito non era molto semplice in quanto di fronte ad essa si trovavano altri edifici che non consentendo la ripresa con una sola foto hanno reso necessarie più immagini in sequenza. Tale successione è stata realizzata creando una zona di sovrapposizione tra un fotogramma e l'altro di circa un metro, per facilitare e migliorare il posizionamento di questi ultimi all'interno dell'elaboratore. Una volta terminata la fase di acquisizione immagini si procede alla "lucidatura" di queste utilizzando gli strumenti di disegno e di zoom, per una migliore e più accurata visione, messi a disposizione dal software. Naturalmente il livello di precisione è direttamente proporzionale alla qualità (visibilità) ed alla dimensione della foto; più è grande, più è visibile e quindi più è precisa l'operazione di "lucidatura".
Per raddrizzare in un prospetto tutto il materiale che abbiamo elaborato si deve definire un nuovo foglio di lavoro dove creare una griglia di riferimento con la posizione reale, in prospetto e non in prospettiva, di alcuni punti opportunamente misurati sul posto (ad esempio, dimensioni globali della facciata, alcune distanze tra finestre ecc.). A questo punto non resta che importare, vincolandole ai vari punti di aggancio, tutte le fotografie con il proprio lavoro di lucidatura precedentemente preparato. Le linee di lucidatura che prima risultavano prospettiche saranno ora raddrizzate utilizzando i vincoli precedentemente imposti. Completata tutta questa procedura si trasferisce l'elaborato sul programma di CAD (nel nostro caso Domus CAD) per completare in modo esatto il lavoro degli elementi mancanti (pietre, mattoni, infissi ecc.) e procedere al plottaggio finale del progetto. |
|||||||
|
NOTA FINALE: Ecco un esempio di come lo stesso lavoro descritto nell'articolo verrebbe fatto oggi, agendo direttamente sulle foto e unendole in un mosasico: |
|||||||
|
Interstudio S.r.l. - Piazza Monteoliveto 6/a - 51100 Pistoia - |